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Lumigan 0.03%: collirio per il glaucoma, uso ed effetti

Lumigan 0.03%: il collirio per il glaucoma da non saltare

Bimatoprost collirio per glaucoma e ipertensione oculare: una goccia la sera, la tecnica che aumenta il risultato e gli effetti caratteristici di questa classe.

Da € 72,90 a € 362,00

Principio attivo
bimatoprost
Dosaggi
0,03% (0,3 mg/ml)
Classe
Analogo delle prostaglandine per uso oftalmico
Forma e via
Collirio, soluzione 0,3 mg/ml, uso oftalmica
Regime di fornitura
Medicinale soggetto a prescrizione medica
Codice prodotto
LUMI-BIM

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Il glaucoma è la seconda causa di cecità nel mondo e ha una caratteristica che lo rende particolarmente insidioso: non fa male e, finché il danno non è avanzato, non si vede. Il campo visivo si restringe dalla periferia verso il centro così lentamente che il cervello compensa, e quando il paziente se ne accorge le fibre del nervo ottico perdute non tornano. Chi deve comprare lumigan 0.03% ha quindi fra le mani un flacone il cui valore dipende quasi interamente da una cosa: la costanza.

Come agisce il bimatoprost

La pressione dentro l'occhio dipende dall'equilibrio fra l'umore acqueo prodotto e quello che riesce a defluire. Il bimatoprost appartiene alla famiglia delle prostaglandine sintetiche e lavora sul deflusso, aumentandolo attraverso la via uveosclerale. L'abbassamento della pressione è il più marcato fra le classi disponibili e si mantiene per tutte le ventiquattro ore con una sola istillazione: è il motivo per cui questa classe è la prima scelta nel glaucoma ad angolo aperto e nell'ipertensione oculare.

L'effetto comincia dopo circa quattro ore dalla prima goccia e raggiunge il massimo fra le otto e le dodici ore; la stabilizzazione piena richiede qualche settimana. È un dato che spiega perché la misurazione della pressione di controllo si programmi dopo un mese e non dopo tre giorni.

Una goccia la sera, e come si mette davvero

Lo schema è una sola goccia nell'occhio o negli occhi interessati, una volta al giorno, preferibilmente la sera e sempre alla stessa ora. Più di una goccia non abbassa di più la pressione: la riduce, perché l'eccesso satura il meccanismo. La tecnica fa una differenza concreta ed è raramente spiegata:

  • lavati le mani e inclina la testa indietro; tira delicatamente verso il basso la palpebra inferiore a formare una tasca;
  • fai cadere una goccia nella tasca, senza toccare l'occhio o le ciglia con il beccuccio, che altrimenti si contamina;
  • chiudi l'occhio senza stringerlo e premi con un dito l'angolo interno, vicino al naso, per uno o due minuti: questo gesto, che si chiama occlusione del punto lacrimale, riduce il passaggio del farmaco in circolo e aumenta la quota che resta nell'occhio;
  • asciuga subito il liquido in eccesso sulla pelle, perché è proprio quello a scurire la cute della palpebra;
  • se usi più di un collirio, aspetta almeno cinque minuti fra l'uno e l'altro, altrimenti il secondo dilava il primo.

Chi porta lenti a contatto morbide deve toglierle prima e rimetterle dopo quindici minuti: il conservante presente nella formulazione viene assorbito dal materiale della lente.

Gli effetti che spaventano e quelli che contano

L'arrossamento della congiuntiva è l'effetto più comune, interessa una parte consistente di chi lo usa, tende ad attenuarsi nelle settimane e non è un segno di danno. Gli altri effetti locali sono prurito, sensazione di corpo estraneo, secchezza.

Due effetti sono invece caratteristici di questa classe e meritano di essere spiegati prima dell'inizio, perché scoprirli dopo genera allarme. Il primo è l'allungamento e l'infoltimento delle ciglia, che diventano più scure: è un effetto reale, reversibile alla sospensione, e ha dato origine all'impiego cosmetico della stessa molecola, descritto nella scheda su Careprost e bimatoprost per le ciglia. Il secondo è l'aumento della pigmentazione dell'iride, più evidente negli occhi di colore misto, verde-marrone o azzurro-marrone: avviene lentamente, nell'arco di mesi o anni, ed è considerato permanente. Quando il trattamento interessa un occhio solo, la differenza di colore fra i due può diventare visibile.

Lo scurimento della pelle della palpebra è invece reversibile e si previene asciugando l'eccesso di collirio. Più raramente si osserva un approfondimento del solco palpebrale. Richiedono un contatto con l'oculista l'infiammazione interna dell'occhio, l'edema della macula, soprattutto in chi è stato operato di cataratta, e qualsiasi calo visivo improvviso.

Il vero problema di questa terapia è l'aderenza

Gli studi sull'argomento concordano: dopo un anno una quota molto rilevante di pazienti non sta più usando regolarmente il collirio. Le ragioni non sono misteriose ed è proprio per questo che si possono affrontare: il farmaco non dà alcun beneficio percepibile, la malattia non dà sintomi, il flacone finisce e non si rinnova la ricetta, si parte per le vacanze e lo si dimentica.

Quello che funziona, nella nostra esperienza quotidiana, è banale ma efficace: agganciare la goccia a un gesto fisso della sera, tenere il flacone accanto allo spazzolino, segnare sul calendario la data di apertura, e passare in farmacia prima che finisca invece che dopo. Possiamo tenere traccia noi delle scadenze e avvisarti: chiedilo al banco, è un servizio che offriamo volentieri perché in questa patologia una settimana senza terapia è pressione non controllata.

Vale anche la pena ricordare che il flacone, una volta aperto, va utilizzato entro il periodo indicato in etichetta, che per i colliri multidose è in genere di quattro settimane: dopo, il rischio di contaminazione supera il beneficio. Le indicazioni ufficiali sono consultabili nella banca dati dei medicinali dell'AIFA, mentre una panoramica sulla prevenzione della cecità evitabile è disponibile sul sito dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità.

Chi dovrebbe controllare la pressione oculare

La misurazione periodica ha senso soprattutto dopo i quarant'anni, e ancora di più in presenza di familiarità per glaucoma, miopia elevata, diabete, uso prolungato di cortisone e in chi ha una cornea sottile. È un esame rapido che si fa durante una visita oculistica, insieme all'esame del campo visivo e alla valutazione del nervo ottico: tre esami che insieme fanno la diagnosi precoce.

Il conservante, e come riconoscerlo sulla confezione

Quasi tutti i colliri multidose contengono un conservante, nella maggior parte dei casi il cloruro di benzalconio, che serve a tenere sterile il liquido dopo l'apertura. Su una cura di dieci giorni non ha alcuna rilevanza. Su una terapia per il glaucoma, che dura decenni e prevede una o più gocce al giorno, l'esposizione cumulativa è un'altra cosa: il conservante irrita la superficie oculare e con gli anni può dare bruciore, sensazione di sabbia, occhio secco e arrossamento cronico. È uno dei motivi, raramente nominato, per cui alcune persone smettono di mettere il collirio.

La buona notizia è che esistono formulazioni senza conservante, in flaconcini monodose o in flaconi con valvola che impedisce la contaminazione, e che in molti casi il passaggio risolve il fastidio senza cambiare il principio attivo. Chi usa più colliri al giorno, chi ha già un occhio secco, chi porta lenti a contatto e chi è stato operato ha più motivi di altri per parlarne con l'oculista. Se avverti bruciore che peggiora nei mesi e non nelle ore, portaci il flacone: leggiamo insieme la composizione e, se il conservante c'è, sai che cosa chiedere alla prossima visita invece di sopportare.

Quando una goccia non basta più

Capita che dopo qualche anno la pressione risalga nonostante la terapia regolare, e non significa quasi mai che il farmaco abbia smesso di funzionare. Le possibilità sono tre e si distinguono con una visita: la malattia è progredita e serve un bersaglio pressorio più basso; la tecnica di instillazione si è deteriorata, il che è più comune di quanto si pensi quando subentrano tremore o artrosi alle mani; oppure la terapia non viene seguita con la regolarità che si crede.

Le strade successive sono l'aggiunta di un secondo principio attivo, spesso in un'unica associazione fissa per non moltiplicare le gocce, il laser SLT, che in molti casi si propone oggi anche come primo trattamento, e la chirurgia nelle forme che non si controllano altrimenti. Nessuna di queste decisioni si prende in farmacia, ma sapere che esistono evita di convivere per anni con una pressione non a bersaglio pensando che non ci sia altro da fare. Se noti che il flacone ti dura più del previsto, è un dato utile da riferire all'oculista: vuol dire che qualche sera salta.

Prezzi e confezioni

Un flacone da 3 ml copre in genere un mese di trattamento bilaterale. Le confezioni multiple convengono a chi ha una terapia stabile e consolidata, perché riducono il rischio di restare scoperti.

Prezzi indicativi, flacone da 3 ml (euro)
Confezione Prezzo Per flacone
1 flacone 72,90 72,90
2 flaconi 133,00 66,50
3 flaconi 191,00 63,67
4 flaconi 249,00 62,25
5 flaconi 308,00 61,60
6 flaconi 362,00 60,33

Gli importi sono indicativi. Nel trattamento del glaucoma il medicinale è soggetto a prescrizione ed è in genere rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale: la spesa effettiva allo sportello può essere molto inferiore.

Quanto dura un flacone, e quanto costa un anno di terapia

Un flacone da 3 ml contiene circa novanta gocce, e con una goccia la sera in un solo occhio copre poco meno di tre mesi; se il glaucoma riguarda entrambi gli occhi la durata si dimezza. Un anno di terapia bilaterale consuma quindi otto flaconi: al prezzo singolo di 72,90 euro si arriva vicino ai seicento, mentre la confezione da sei a 362,00 euro porta il flacone a 60,33 euro. Il bimatoprost è inoltre rimborsabile dal Servizio Sanitario nelle indicazioni autorizzate, e con la ricetta in regime SSN al banco si paga l'eventuale ticket.

Una volta aperto, il flacone va usato entro ventotto giorni: tenerne uno di scorta ha senso, comprarne sei da usare nell'arco di un anno non sempre, perché va rispettata anche la scadenza stampigliata. Per prenotare inviaci il numero NRE e il codice fiscale su WhatsApp al 331 4224864 o chiama lo 0917521417; teniamo nota della data del ritiro, perché su questa terapia l'interruzione silenziosa è il problema più comune e il campo visivo perso non torna.

Domande che ci fanno al banco

Se dimentico la goccia di una sera?

Si prosegue il giorno dopo all'orario abituale, senza raddoppiare. Una dimenticanza occasionale non compromette la terapia; il problema nasce quando diventa un'abitudine.

Perché gli occhi diventano rossi?

L'iperemia congiuntivale è l'effetto più comune di questa classe, tende ad attenuarsi nelle prime settimane e non indica un danno. Se è marcata e persistente, parlane con l'oculista.

È vero che può cambiare il colore dell'occhio?

Sì, può aumentare la pigmentazione dell'iride, soprattutto negli occhi di colore misto. Avviene lentamente ed è considerato permanente, a differenza dello scurimento della palpebra, che invece è reversibile.

Posso mettere due colliri diversi?

Sì, distanziandoli di almeno cinque minuti, altrimenti il secondo dilava il primo. Se usi lenti a contatto morbide, toglile prima e rimettile dopo quindici minuti.

Posso sospenderlo se la pressione è tornata normale?

No: la pressione è normale perché stai usando il collirio. Sospendere significa tornare ai valori di partenza e riprendere a perdere fibre del nervo ottico, senza accorgersene.

Altre schede di medicinali con ricetta

Questa pagina apre la sezione occhi e ciglia. La stessa molecola nell'impiego cosmetico sulle ciglia è descritta nella scheda su Careprost; per chi assume anche una terapia cardiologica, le interazioni dei farmaci quotidiani sono trattate nella scheda sulla furosemide.

Recensioni e commenti

★★★★☆

Lorenzo D. ·

Pelle visibilmente migliorata.

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